L’82% dei dipendenti dovrebbe tornare in ufficio nei prossimi 12-18 mesi, questo è ciò che risulta dal sondaggio commerciale globale condotto da Xerox Future of Work. In preparazione ad un ritorno molte aziende stanno investendo in nuove risorse per supportare la forza lavoro ibrida a distanza e anche quella in ufficio, tutto questo ha portato un aumento del 56% dei budget tecnologici, per accelerare la trasformazione digitale a seguito appunto del COVID-19.  L’indagine condotta ha portato ad intervistare circa 600 responsabili delle decisioni IT professionisti provenienti da molte parti del mondo come Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Germania e Francia, le cui organizzazioni  hanno almeno 500 dipendenti, ed essi hanno riferito di problemi causati dall’improvvisa transizione al lavoro a distanza ed il 72% ha dichiarato di non essere completamente preparati  dal punto di vista tecnologico.

Oltre alla tecnologia, i maggiori punti dolenti nel lavoro a casa sono stai ad esempio l’interruzione della comunicazione tra team-dipendenti e il mantenimento della concentrazione.  Ma sebbene non vi sia dubbio che la pandemia abbia cambiato il nostro modo di lavorare, la ricerca ha scoperto che nel tempo molte aziende prevedono di riportare la maggior parte dei dipendenti in ufficio. Ciò potrebbe essere dovuto a una serie di motivi, tra cui la comunicazione,  la velocità del processo decisionale e molto altro, ma allo stesso tempo , l’arresto improvviso del lavoro e l’ambiente ibrido in corso hanno portato alla luce alcune lacune tecnologiche che richiedono nuovi investimenti  o aggiuntivi nei prossimi mesi.

Nello specifico, lo studio ha evidenziato alcuni punti come ad esempio come il 33% degli intervistati ha affermato che la sicurezza della rete/ dati  e la privacy erano le maggiori preoccupazioni con una forza lavoro remoto, il 24% ha citato la produttività dei dipendenti, seguiti subito dopo dal 16%  che cita l’infrastruttura tecnologica.

Queste preoccupazioni sono unite alla convinzione del 95% degli intervistati, secondo cui la comunicazione di persona è importante per lo sviluppo personale e che il lavoro remoto diffuso non sostituirà gli spazi di lavoro tradizionali, tuttavia, ora che le aziende sono più a proprio agio con il lavoro remoto, gli atteggiamenti e le politiche dei leader e dei responsabili delle decisioni IT stanno cambiando.

Tra i paesi intervistati, gli Stati Uniti hanno maggiori probabilità di avere un aumento della fiducia nel lavoro a distanza, con una percentuale abbastanza alta ( 86%9 seguita da Regno Unito, Canada, Germania, Francia.

Un altro risultato riferito al lavoro da casa ha evidenziato le lacune tecnologiche, il rapido passaggio al lavoro a distanza è stato difficile per la maggior parte delle aziende,  ma non solo, per quanto riguarda specificamente la tecnologia , gli intervistati hanno affermato che le loro principali sfide erano il supporto IT  remoto (35%) , le soluzioni inadeguate per il flusso di lavoro, la mancanza di strumenti di comunicazione e collaborazione e  la mancanza di soluzioni basate sul cloud.

Le soluzioni studiare dalle aziende  per mitigare eventuali interruzioni future , come la rapida transizione al lavoro a distanza derivante dal covid-19 , comprendo l’utilizzo di investimenti  in nuove tecnologie e di cercare ulteriori capacità dagli strumenti esistenti per accelerare la trasformazione digitale dei propri processi.

Il terzo punto  messo in evidenza è la priorità di acquisto della tecnologia per supportare la meglio i dipendenti, rivalutando le spese da sostenre, aumentando gli investimenti sulle risorse tecnologiche o un ibrido di risorse remote e interne all’ufficio, software basati su cloud, supporto IT remoto e software di collaborazione.


Quando si potrà tornare in ufficio? Xerox Future of Work ha svolto uno studio in merito

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